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Un
censo gravoso era richiesto per i vigneti: metà del vino di
prima spremitura e metà del ricavato dalle torchiature doveva
essere consegnato a Portalbera (Portus Albere) per essere portato al mercato di Pavia attraverso il Ticino.
Tra la seconda metà del Trecento e la prima del Quattrocento,
comuni e feudi erano in piena decadenza e si andavano formando le
signorie. In Lombardia si era affermata la famiglia dei Visconti: nel
1305 Matteo assaliva Pavia e nel 1356 il frate Jacopo Bussolaro animava
i pavesi a resistere all’assedio di Galeazzo; le lotte
coinvolsero in più occasioni le campagne
dell’Oltrepò.
Il
13 novembre 1359 la sorte di Pavia assediata e affamata era segnata:
costretta alla resa, la città veniva incorporata nel Ducato di
Milano: l’Oltrepò pavese passava sotto la signoria dei
Visconti, caratterizzata da atrocità, torture, ma anche grandi
opere e prodigalità.
L’evoluzione
storica di quegli anni segnò la scomparsa graduale delle piccole
autonomie comunali, l’avvento di pochi potenti stati regionali e
la trasformazione della tecnica bellica vide sostituire gli antichi
eserciti feudali con eserciti mercenari che scorrazzavano avanti e
indietro nell’Oltrepò e che, oltre alla rovina, portarono
nelle nostre terre disastrose epidemie. Nel già fosco scenario,
nel 1370 una grande siccità causò una carestia spaventosa.
Nel
1450 Francesco Sforza, condottiero dei Visconti e con essi imparentato,
si era impadronito con l’astuzia e la forza del Ducato di Milano
mettendo fine alla Repubblica Ambrosiana instaurata dopo la morte di
Filippo Maria Visconti.
Il dominio dei Visconti sull’Oltrepò era durato 87 anni.
Milano acquistò sempre più importanza e si
sostituì a Pavia anche in riferimento agli interessi e alle
vicende di Zenevredo.
In Francesco Sforza e soprattutto nella moglie
Bianca Maria Visconti, il Monastero della Pusterla trovò potenti
protettori in questo periodo dove le continue guerre, il passaggio
delle soldataglie devastatrici e i gravosi tributi fiscali, avevano
ridotto le campagne all’estremo della miseria.
La
battaglia di Pavia del 17 febbraio 1525, quando gli spagnoli di Carlo V
sconfissero i francesi di Francesco I, chiuse definitivamente lo
scenario delle signorie.
Il
trattato di Bologna del 1530 sancì il dominio spagnolo sul
ducato di Milano, ma la guerra fra francesi e spagnoli continuò
accanita.
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